Il blitz in Nigeria, una trappola di Boko Haram contro i rivali?

C'e una seconda ricostruzione del blitz delle forze speciali a Sokoto, in Nigeria, dove era tenuto prigioniero e dove è stato ucciso l'italiano Franco Lamolinara. Secondo fonti d'intelligence del Foglio che in questo momento sono in Nigeria, la posizione del covo dei carcerieri sarebbe stata rivelata deliberatamente da Boko Haram, il movimento estremista locale, desideroso di sbarazzarsi di una cellula estranea. "I due ostaggi sono già stati uccisi", avrebbero detto alle autorità.
6 AGO 20
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C'e una seconda ricostruzione del blitz delle forze speciali a Sokoto, in Nigeria, dove era tenuto prigioniero e dove è stato ucciso l'italiano Franco Lamolinara. Secondo fonti d'intelligence del Foglio che in questo momento sono in Nigeria, la posizione del covo dei carcerieri sarebbe stata rivelata deliberatamente da Boko Haram, il movimento estremista locale, desideroso di sbarazzarsi di una cellula estranea. "I due ostaggi sono già stati uccisi", avrebbero detto alle autorità. Da qui la risposta di soldati nigeriani e squadre speciali inglesi: più che un blitz a sorpresa, un assalto militare in piena regola. Lo scontro è durato ore e contro la casa sono state usate armi pesanti, i segni sono evidenti sulla facciata, decisamente poco compatibili con un'ipotetica operazione per liberare ostaggi. Da qui anche l'avvertimento di Londra al governo italiano a ostaggi già creduti morti. Ieri il movimento Boko Haram ha sottolineato di essere estraneo al sequestro. Quello che è certo è che la cellula estremista dei rapitori è stata distrutta.